Nel 1798 le navi francesi presero Malta; in precedenza, nel gennaio 1798, i francesi avevano occupato anche Roma. – Formula politico-giuridica enunciata nel medioevo, ma riadottata dai re dell’età moderna, per esprimere la pienezza dei poteri (plenitudo potestatis) di ciascun re all’interno... Piètro III il Grande re di Aragona, II di Catalogna, I di Sicilia. Ordinò la ricostruzione dell'università, le cui lezioni dall'inizio del dominio spagnolo erano state ricoverate nei vari chiostri cittadini, finanziando un nuovo edificio (Palazzo dei Regi Studi, ora sede del Museo Archeologico Nazionale di Napoli) commissionando la ristrutturazione di una caserma di cavalleria all'architetto Giulio Cesare Fontana e rimodernando il sistema dell'insegnamento e delle cattedre. L'avvento di Carlo I sul trono, divenuto Re grazie all'investitura Papale e per diritto di conquista, non segnò tuttavia una vera e propria rottura con il governo dei sovrani della dinastia Sveva, ma si realizzò in un quadro di sostanziale stabilità delle istituzioni monarchiche ed in particolare dell'impianto fiscale. Storia moderna def Storia Moderna Disp prima parte 19 Storia Delle Migrazioni Internazionali Guardare pensare progettare IL Regno Delle DUE Sicilie E LE Potenze Europee Riassunto. Dal XV secolo scomparvero le ultime tracce della tradizione culturale e sociale greca: nel 1467 la diocesi di Hieracium abbandonava l'uso del rito greco nella liturgia in favore del latino; similmente nel 1571 la diocesi di Rossano, nel 1580 l'arcidiocesi di Reggio, nel 1586 l'arcidiocesi di Siponto e poco dopo quella di Otranto. Per certi versi si venne a creare, almeno nelle principali città del Regno una situazione rassomigliante al contrasto esistente anche nei comuni e nelle signorie dell'Italia centro-settentrionale, ma la pace del Re fungeva da equilibratrice e la figura del sovrano da arbitro, poiché l'autorità del Re era comunque indiscutibile. 9 Gennaio 2019 21 Gennaio 2019. A Napoli il governo spagnolo fu debolmente attivo nella sistemazione urbanistica della capitale: risalgono a de Guzman la costruzione della fontana del Nettuno (su direzione dell'architetto Domenico Fontana), un monumento a Carlo I d'Angiò e la sistemazione della viabilità. Alla sua nascita fu scelta come nutrice un nobildonna di campagna di nome Agnese Rivelli, una donna bella appartenente alla nobiltà di Muro Lucano. Con la Pace di Utrecht (1713) che pose fine al vasto sistema spagnolo in Europa, il R. di S. fu assegnato a Vittorio Amedeo II di Savoia, che lo tenne per cinque anni inasprendo il conflitto di natura giuridica con la Chiesa, finalizzato a cancellare i diritti esercitati da Roma sull'isola. Re Ferdinando inoltre ristabilì il finanziamento all'università di Napoli disponendo un contributo mensile dal suo tesoro personale di 2000 ducati l'anno[40], privilegio confermato poi dal suo successore Carlo V. Succedettero al de Córdoba prima Juan de Aragón, che promulgò una serie di leggi contro la corruzione, combatté il clientelismo, vietò il gioco d'azzardo e l'usura, e poi Raimondo de Cardona, che nel 1510 cercò di reintrodurre l'inquisizione spagnola a Napoli e i primi provvedimenti restrittivi nei confronti degli ebrei. Nel 1313 riprese la guerra tra Angioini e Aragonesi; l'anno successivo, il parlamento siciliano, disattendendo l'accordo siglato con la Pace di Caltabellotta, confermava Federico con il titolo di re di Sicilia e non più di Trinacria, e riconosceva come erede del regno il figlio Pietro. Federico III però perse l'appoggio di alcuni baroni siciliani; per conservare il titolo regale, per la prima volta riconosciuto dalla Santa Sede, firmò con Carlo di Valois, chiamato da Martino IV a ripristinare l'ordine in Sicilia, la pace di Caltabellotta nel 1302. è tratta da: Francesco Bruni (direttore), Regno di Sicilia § Il regno sotto la dinastia normanna, Regno di Sicilia § Il periodo della dinastia sveva, Regno di Sicilia § Il periodo della dinastia angioina, Regno di Sicilia § Il periodo della dinastia aragonese, Pedro Téllez-Girón y Velasco Guzmán y Tovar, Antonio Álvarez de Toledo y Beaumont de Navarra, Suddivisione amministrativa del Regno di Napoli, Sacro Ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, Bernabò, Matteo II e Galeazzo II Visconti, Dell'Historia della città, e regno di Napoli, Qualche nota su Realvalle dal sito dei cistercensi, Qualche nota su Santa Maria della Vittoria dal sito dei cistercensi. La flotta napoletana assediò e saccheggiò Traù, Pola e l'Istria. Dopo il 1138, sconfitto Anacleto II, Innocenzo II e le dinastie normanne incentivarono nell'Italia meridionale il monachesimo cistercense; molti monasteri benedettini furono convertiti alla nuova regola che, limitando l'accumulazione di beni materiali alle risorse necessarie per la produzione artigianale e agricola, precludeva la possibilità per i nuovi cenobi di costituire patrimoni e signorie feudali[28]: il nuovo ordine investiva quindi le risorse in riforme agrarie (bonifiche, dissodamenti, grangìe), artigianato, meccanica e assistenza sociale, con valetudinaria (ospedali), farmacie e chiese rurali. Con Carlo II la dinastia ebbe la sua sede fissa nel Maschio Angioino .[22]. Accetto, Marino e Basile per primi nella letteratura italiana trasgredirono i paradigmi poetici che prendevano come modello le opere tassiane, e con una forte spinta eversiva nei riguardi dei canoni artistici dei loro contemporanei d'Italia, rifiutarono lo studio dei classici come esempio d'armonia e stile e le teorie estetiche e linguistiche dei puristi, che nascevano con la riproposizione dottrinale del latino scolastico e liturgico (Chiabrera, Accademia della Crusca, Accademia del Cimento)[59]. breve riassunto del Regno di Sicilia, non siamo riusciti a semplificare ancora di più 3:) Nell'anno 1130 è deciso a Melfi, nasce ad Avellino ed è battezzato a Palermo il Regno di Sicilia. Intanto si raggiunse un primo accordo di pace tra Angioini e Aragonesi, detto la «Pace di Catania» l'8 novembre 1347. 66: 29 other sections not shown. Il numero dei dipendenti secondo il numero di pensioni nel 1860, era la metà di quello in Toscana e quasi la metà di quello del Regno di Sardegna. Fra gli altri ordini monastici che ebbero molto successo a Napoli in questi anni si ricordano i Carmelitani Scalzi, le suore Teresiane, i Fratelli della Carità, i Camaldolesi e la Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri. Dal XVI secolo la stabilizzazione dei confini adriatici dopo la battaglia di Lepanto e la fine delle minacce turche sulle coste italiane portarono, salvo rare eccezioni[65] a un periodo di relativa tranquillità nell'Italia meridionale, durante il quale baroni e feudatari poterono sfruttare gli antichi diritti fondiari per consolidare privilegi economici e produttivi. L'unica lingua adatta a tali contenuti era naturalmente il latino, ma a corte era praticata anche la letteratura in castigliano da parte dei poeti venuti al seguito dei dominatori. Nei mesi seguenti una giunta nominata da Ferdinando I cominciò i processi contro i repubblicani. Seppur le ambizioni angioine in Sicilia venissero inibite dalle numerose sconfitte militari, Carlo I mirò a consolidare il proprio potere nella parte continentale del regno, innestando sulla precedente politica baronale guelfa parte delle riforme che già il vecchio Stato Svevo stava attuando per rafforzare l'unità territoriale del Mezzogiorno[24]. Alışveriş deneyiminizi geliştirmek, hizmetlerimizi sunmak, müşterilerin hizmetlerimizi nasıl kullandığını anlayarak iyileştirmeler yapabilmek ve tanıtımları gösterebilmek için çerezler ve benzeri araçları kullanmaktayız. Alla fine del XII secolo, a seguito della sconfitta di Federico Barbarossa, lo Stato Pontificio aveva avviato con papa Innocenzo III una politica di espansionismo del potere temporale; papa Innocenzo IV, in linea col suo predecessore, rivendicò i diritti feudali dello Stato della Chiesa sul Regno di Sicilia, poiché i titoli regali sullo Stato erano stati assegnati ai Normanni (Ruggero II) da Innocenzo II. Una leggenda vuole che il motto del regno fosse, Documentazioni saggistiche e di raccolta espositiva dall'Archivio di Stato di Napoli, A Napoli, nel pieno della dominazione spagnola (secolo XVII), l'italiano scritto era la lingua più diffusa, seguito dal latino che era ancora la lingua dell'insegnamento superiore in città e nel suo Regno. Parte integrante del Regno di Sicilia durante l'età normanna e sveva, il Napoli, Regno di di Napoli, Regno di diventò entità ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. La regina di Napoli, da parte sua, priva di una discendenza uterina, adottò come figlio ed erede al trono Carlo di Durazzo (nipote di Luigi I d'Ungheria), finché anche Napoli non fu direttamente coinvolta negli scontri politici e dinastici che seguirono lo Scisma d'Occidente: a corte e in città si contrapposero direttamente un partito filofrancese e un partito locale, il primo schierato a favore dell'antipapa Clemente VII e capeggiato dalla regina Giovanna I, il secondo a favore del papa napoletano Urbano VI che trovò il sostegno di Carlo di Durazzo e dell'aristocrazia napoletana. Scomunicato dall'arcivescovo di Napoli, trovò rifugio a Vienna, senza poter più tornare nell'Italia meridionale. (derivante dal "desperta ferro" degli almogàver) scacciò i francesi di Carlo VIII dal Regno di Napoli[51]. Già il 23 gennaio 1799 furono emanate le Istruzioni generali del Governo provvisorio della Repubblica Napoletana ai Patriotti, una sorta di primo programma di governo. Re Ferdinando si rifugiò a Palermo restando re di Sicilia. All'inizio del 16° sec. Alfonso II morì durante le operazioni belliche, nel 1495, e Ferrandino ereditò il trono, ma gli sopravvisse un solo anno senza lasciare eredi, pur tuttavia riuscendo a ricostituire velocemente una nuova armata napoletana che al grido di "Ferro! dai normanni. Occupava grossomodo tutta la parte della penisola italiana che oggi è conosciuta come Mezzogiorno, dai fiumi Tronto e Liri, dai monti Simbruini a nord, fino al capo d'Otranto e al capo Spartivento. Limoni, arance… la Sicilia regno degli agrumi. Nel 1414, dopo aver sconfitto definitivamente Luigi II d'Angiò, ultimo sovrano a capo di una lega organizzata dall'antipapa Alessandro V e volta ad arginare l'espansionismo partenopeo, il re di Napoli giungeva alle porte di Firenze. In quest'ambiente, tra Napoli e il Cilento, visse anche Giovan Battista Vico che, nel 1723, pubblicò i suoi Principi di una scienza nuova, e Giovanni Vincenzo Gravina, studioso a Napoli di diritto canonico, il quale fondò a Roma, con Cristina di Svezia, l'accademia dell'Arcadia, riproponendo la lettura laica dei classici. Nello stesso anno della sua nomina a viceré, il domenicano Tommaso Campanella, che ne La città del Sole delineava uno Stato comunitario basato su una presunta religione naturale, organizzò una congiura contro Fernando Ruiz de Castro nella speranza di instaurare una repubblica con capitale a Stilo (Mons Pinguis)[55]. Costruì il collegio dei gesuiti intitolato a San Francesco Saverio e un complesso di fabbriche presso porta Nolana[40]. Con questo sovrano la dinastia angioino-napoletana raggiunse il suo apogeo. Con il di lui figlio Federico I di Staufen (n. 1050 circa - m. ... Entità statale sorta nel Mezzogiorno continentale alla fine del 13° sec., dopo la rivolta dei Vespri siciliani e il conseguente distacco della Sicilia. Fu caratterizzato prevalentemente da operazioni militari il governo di Pedro Téllez-Girón y Velasco Guzmán y Tovar, che, nella guerra fra Spagna e Savoia per il Monferrato, condusse una spedizione contro la repubblica di Venezia, in quegli anni alleata della monarchia sabauda. Il suo operato si limitò principalmente ad operazioni militari contro le incursioni turche in Calabria di Amurat Rais e Sinan Pascià. 20-mag-2016 - Esplora la bacheca "Regno delle Due Sicilie" di Azione Meridies su Pinterest. Nel 1768 Ferdinando sposò infatti Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, figlia dell'imperatrice Maria Teresa e sorella della regina di Francia Maria Antonietta. Il regno di Sicilia dai Normanni agli Aragonesi: Marrone, Mariano: Amazon.com.tr Çerez Tercihlerinizi Seçin Alışveriş deneyiminizi geliştirmek, hizmetlerimizi sunmak, müşterilerin hizmetlerimizi nasıl kullandığını anlayarak iyileştirmeler yapabilmek ve tanıtımları gösterebilmek için çerezler ve … Molto simile la condizione delle Calabrie le cui province, prive di sbocchi commerciali e di porti competitivi, videro uno sviluppo parziale nella sola zona di Cosenza[66]. Intanto nelle province del Mezzogiorno (soprattutto in Basilicata e Calabria) tornò ad organizzarsi la resistenza antinapoleonica: fra i vari capitani degli insorti filoborbonici (tra cui vi erano sia militari di professione che banditi comuni) si distinsero, in Calabria e Terra di Lavoro, il brigante di Itri Michele Pezza, detto Fra Diavolo, e in Basilicata il colonnello Alessandro Mandarini di Maratea. Allorché gli aragonesi liberarono la città nel 1423, occupando il regno e scongiurando la minaccia francese, i rapporti con la corte locale non furono facili, tanto che Giovanna, cacciato Alfonso V, alla sua morte lasciò il regno in eredità a Renato d'Angiò, fratello di Luigi III[10][32][40]. Dopo la vittoria di Austerlitz del 2 dicembre 1805, Napoleone Bonaparte regolò definitivamente i conti con Napoli: promosse l'occupazione del napoletano, condotta con successo dal Gouvion-Saint Cyr e dal Reynier, e dichiarò quindi decaduta la dinastia borbonica, che l'11 aprile dello stesso anno era entrata nella terza coalizione antifrancese, palesemente ostile a Napoleone. Nel 1808, il sovrano incaricò il generale Charles Antoine Manhès di soffocare la recrudescenza del brigantaggio nel Regno, distinguendosi con metodi talmente feroci da essere soprannominato "Lo Sterminatore" dai calabresi. 444 44 20. Con la Pace di Caltabellotta (1302) gli aragonesi si impossessarono della Sicilia costituendo il Regno di Trinacria e gli angioini istituirono il loro regno su tutta l'Italia meridionale (Regno di Napoli). Infatti furono da un lato aumentati i privilegi alla nobiltà feudale, indispensabile alla causa bellica, ma dall'altro, quasi a voler bilanciare l'implementarsi dei potentati feudali, furono accordate dai sovrani alle città, in gradi diversi a seconda dell'importanza che esse ricoprivano, nuove libertà ed autonomie. Murat diede inizio alla guerra austro-napoletana, attaccando gli stati alleati dell'Impero austriaco; a seguito di questa seconda svolta militare, Murat lanciò il famoso Proclama di Rimini,[105] un appello all'unione dei popoli italiani, convenzionalmente considerato l'inizio del Risorgimento. Agnese Rivelli presentò ai reali per questo il figlio Gennaro Rivelli. Storia del regno di Napoli. December 19, 2020 at 1:41 PM. Sotto i sovrani francesi la Basilica di San Nicola di Bari fu chiesa regia esente dall'ordinariato episcopale. Il titolo di Re di Sicilia fu istituito dall'antipapa Anacleto II fin dal 1130 e successivamente legittimato, nel 1139, da papa Innocenzo II. Flettu í gegnum myndasafnið okkar, lestu umsagnir frá raunverulegum gestum og bókaðu núna með verðvernd okkar. Ma la guerra fra Sicilia e Napoli si sarebbe chiusa solo il 20 agosto 1372 dopo ben novanta anni, con il Trattato di Avignone firmato da Giovanna d'Angiò e Federico IV d'Aragona con l'assenso di Papa Gregorio XI. Con i vescouadi, & arciuescouadi, e santi, che sono in esso: Con un catalogo di tutti i sette offici del regno, e di tutti i Titolati, con la ultima numeratione de fuochi e regy pagamenti. si rafforzò il legame con la Spagna. Successi analoghi non si ebbero tuttavia nella lotta alla feudalità nelle province periferiche del regno. La Sicilia - Riassunto Appunto di geografia riguardante la sintesi della regione Sicilia: territorio, fiumi, laghi, clima, città province, arcipelaghi, isole, storia ed economia. Just make sure to check this property's cancellation policy for the exact terms and conditions. Manfredi continuò inoltre a legittimare le politiche ghibelline, controllando direttamente l'«Apostolica Legazia di Sicilia», corpo politico-giuridico in cui l'amministrazione delle diocesi e del patrimonio ecclesiastico era direttamente gestita dal sovrano, ereditaria e senza la mediazione papale. Le ostilità della Francia contro i domini spagnoli in Italia però non cessarono: Enrico II, figlio di Francesco I di Francia, sollecitato da Ferrante Sanseverino, principe di Salerno, si alleò con i turchi ottomani; nell'estate del 1552 la flotta turca al comando di Sinan Pascià sorprese la flotta imperiale, al comando di Andrea Doria e don Giovanni de Mendoza, al largo di Ponza, sconfiggendola. Principale ambizione del sovrano fu quella di creare uno Stato coeso ed efficiente: nobiltà feudale e città dovevano rispondere unicamente al re, in uno Stato fortemente centralizzato retto da un capillare apparato burocratico e amministrativo, che trovò la sua massima espressione nelle costituzioni di Melfi[11]. Con lo sviluppo dell'industrializzazione il regno di Napoli fu coinvolto nei processi di modernizzazione dei sistemi di produzione e scambio commerciale: si ricorda lo sviluppo dell'industria della carta a Sora e Venafro (Terra di Lavoro), della seta[118] a Caserta e Reggio Calabria, del tessile a San Leucio, Salerno, Pagani e Sarno, della siderurgia a Mongiana, Ferdinandea e Razzona di Cardinale in Calabria, metalmeccanico nel bacino di Napoli, cantieristico a Napoli e Castellammare di Stabia, della lavorazione del corallo a Torre del Greco, del sapone a Castellammare di Stabia, Marciano e Pozzuoli.[119]. Il filosofo e astrologo calabrese già era stato prigioniero del Sant'Uffizio e confinato in Calabria: qui col sostegno dottrinale e filosofico della tradizione escatologica gioachimita[56] mosse i primi passi per persuadere monaci e religiosi ad aderire alle sue ambizioni rivoluzionarie, fomentando una congiura che si estese fino a coinvolgere non solo l'intero ordine domenicano delle Calabrie, ma anche i locali ordini minori come agostiniani e francescani, e le principali diocesi da Cassano a Reggio Calabria. Il nuovo sovrano catturò immediatamente la benevolenza dei cittadini liberando Capri dall'occupazione inglese, risalente al 1805. Il primo passo interessò la costruzione della reggia di Caserta e la modernizzazione urbanistica dell'omonima città, che fu riedificata sui disegni razionalistici di Luigi Vanvitelli. Con la pace di Cateau-Cambrésis la storiografia tradizionale designa la fine delle ambizioni francesi nella penisola italiana. La cit. Le città italiane nel Medioevo, XII-XIV sec. Tutte le giurisdizioni sinora baronali, ed i proventi qualunque che vi siano stati annessi, sono reintegrati alla sovranità, dalla quale saranno inseparabili». 16/17. Alfonso fece il suo ingresso ufficiale in città il 26 febbraio 1443. Inoltre non è da sottovalutare l'interferenza di agenti esterni come la monarchia Aragonese, in quel periodo in grande contrapposizione con il blocco franco-angioino, le città Ghibelline, ed addirittura l'impero Bizantino, fortemente preoccupato dai progetti espansionistici di Carlo che gli aveva già strappato Corfù e Durazzo ormai parti del Regno di Sicilia.[21]. [100] Dopo aver domato con poche difficoltà le rivolte nel Cilento e negli Abruzzi, Manhès pose il suo quartier generale a Potenza, proseguendo con successo l'attività repressiva nelle restanti zone meridionali, soprattutto in Basilicata e Calabria, province più vicine alla Sicilia, da cui i briganti ricevevano supporto dalla corte borbonica in esilio.[101]. Storia moderna (1023477) Anno Accademico. Carlo V, figlio di Filippo il Bello e Giovanna la pazza, per un complicato sistema d'eredità e parentele, si trovò a governare presto un vastissimo impero: dal padre ottenne la Borgogna e le Fiandre, dalla madre nel 1516 la Spagna, Cuba, il regno di Napoli (per la prima volta col titolo di rex Neapolis), il Regno di Sicilia e la Sardegna, nonché due anni dopo i domini austriaci dal nonno Massimiliano d'Asburgo.[10]. Successivamente governato da varie dinastie, fu in alcune fasi aggregato al Regno di Napoli come Regno delle Due Sicilie, denominazione che si impose definitivamente nel 1816. Scheda ... Un’isola contesa tra le dinastie europee Papa Martino V chiamò in Italia Luigi III d'Angiò contro Giovanna che non voleva riconoscere i diritti fiscali dello Stato Pontificio sul regno di Napoli. Molto apprezzati sono i verdelli e famose sono le arance rosse dette sanguinelle, il cui colore è causato dall’escursione termica . Furono così formalmente distinti dall'antico Regno di Sicilia normanno-svevo, il Regno di Trinacria, sotto il controllo degli Aragonesi con capitale Palermo, ed il Regno di Napoli con capitale Napoli, sotto il controllo degli angioini. Una discreta convivenza[proseguendo nella lettura non sembra] di costumi, religioni, fedi e dottrine diverse che altrove erano in guerra, fu invece possibile nei territori del regno di Napoli, grazie alla posizione centrale che occupa il Mezzogiorno nel Mediterraneo. Napoli, in quanto città portuale, fu estremamente esposta alla diffusione del morbo e le sue attività economiche principali furono minate alla base. L'amministrazione della giustizia fu invece devoluta nel 1443 alle corti baronali, nel tentativo di ricondurre le antiche gerarchie feudali nell'apparato burocratico dello Stato centrale[32]. Se nella campagna un forte ritorno all'assetto feudale ricondusse ai seminari e alle diocesi il controllo dell'arte e della cultura, Napoli fu la prima città in Italia in cui nacquero, seppur disorganizzate e ignorate dai governi, le prime forme letterarie di intolleranza al clima culturale che seguì la controriforma. questo processo in vesti pure le classi dirigenti locali che furono impiegate nell’amministrazione. Le città Italiane nel Medioevo, XII-XIV sec. Federico per prima cosa unì il regno di Sicilia a quello di Germania. La lunga catena appenninica che vi si sviluppa era tradizionalmente divisa in Appennino abruzzese ai confini con lo Stato Pontificio, Appennino napoletano dal Molise al Pollino e Appennino calabrese dalla Sila all'Aspromonte. La flotta francese però non riuscì a ricongiungersi con quella turca e l'obiettivo dell'invasione del napoletano fallì. Il regno dell’isola di Sicilia perse la sua indipendenza e iniziò, con tradimenti ed ingordigia, l’egemonia spagnola. La sollevazione popolare anti-angioina iniziò a Palermo il 31 marzo 1282 e dilagò in tutta la Sicilia. Ogni città capoluogo dei giustizierati ospitava un tribunale, un presidio militare e una zecca (non sempre attiva)[10]. Egli riuscì ad ottenere dal viceré la costituzione di un governo popolare e, per sé, il titolo di Capitano generale del fedelissimo popolo, finché poi non fu ucciso dagli stessi rivoltosi. Tanto i feudatari quanto la classe, tipicamente urbana, composta da burocrati, notai e funzionari, desideravano più indipendenza e maggiore respiro dal centralismo monarchico; pertanto Manfredi tentò una mediazione. Nessun paragone è possibile, al riguardo, con l'attività che egli svolse in quanto sovrano dell'Impero in Germania e in Italia o in qualsiasi altro ambito e in qualsiasi altra qualità. La pubblicazione, per le note vicende politiche del regno (che videro il tramonto della casa di Aragona e l'occupazione dello Stato da parte delle truppe francesi, con l'abbandono di Napoli da parte di Sannazzaro che volle restare al fianco del proprio re, accompagnandolo volontariamente nell'esilio), non poté aver luogo prima del 1504, anche se alcuni manoscritti del testo, iniziarono a circolare fin dall'ultimo decennio del Quattrocento. Nel 1684 Carlo II dispose la coniazione delle prime piastre. Quanto a Ferdinando, il 14 luglio 1796 dichiarava soppresso il ducato di Sora, insieme allo Stato dei Presidi le ultime tracce delle signorie rinascimentali in Italia, e disponeva il compenso da versare al duca Antonio II Boncompagni. Le monete degli stati moderni: il franco e la lira. Già dal 1693 a Napoli, come nel resto dei domini degli Asburgo di Spagna, si iniziò a discutere delle sorti del regno di Carlo II, il quale lasciava gli Stati della sua corona senza eredi diretti. Non si è mai saputo se ciò fosse vero, fatto sta che Maria Carolina convinse Ferdinando che invece era falso. Gli aragonesi rifugiarono in Sicilia e cercarono il sostegno di Ferdinando il Cattolico, che inviò un contingente di truppe capitanate da Gonzalo Fernández de Córdoba che impegnarono in battaglia in Calabria lo schieramento francese. L'Erario si giovò dei nuovi provvedimenti e contemporaneamente vi fu un sensibile sviluppo dell'economia, l'aumento della produzione agricola e degli scambi commerciali connessi. In particolare i commerci fiorirono con la penisola iberica, con l'Adriatico, con il Mar del Nord ed il Baltico .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}grazie a rapporti privilegiati con la lega Anseatica[non chiaro][116]. Tutti questi avvenimenti prepararono il terreno alla Repubblica Napoletana del 1799. Il Regno, che comprendeva anche i territori di altre regioni meridionali, si contraddistinse per la sua prosperità economica e culturale. Lo scontro nel Sud fra spagnoli ed aragonesi si ripetè nel 1442 quando Alfonso V il Magnanimo, divenuto anche Re di Napoli, riunisce i due regni. Stats. [117], Dall'età aragonese la pastorizia divenne un'altra delle risorse fondamentali del regno: tra Abruzzo e Capitanata la produzione della lana grezza destinata ai mercati fiorentini, del merletto e, in Molise, l'artigianato legato alla lavorazione del ferro (coltelli, campane), divennero fino al principio dell'età moderna le più importanti industrie inserite nelle esigenze dei mercati europei. Grazie all'Arcadia ebbe luogo l'italianizzazione (o toscanizzazione, come si diceva ancora all'epoca) non solo di generi poetici diversi dalla lirica d'amore ma anche della prosa[132]. Gli organi amministrativi più importanti avevano sede a Napoli ed erano il Consiglio Collaterale, simile al Consiglio d'Aragona, organo supremo nell'esercizio delle funzioni giuridiche (composto dal viceré e da tre giureconsulti), la Camera della Sommaria, il Tribunale della Vicaria e il Tribunale del Sacro Regio Consiglio[32]. Fra i fiumi maggiori, il Garigliano e il Volturno: gli unici navigabili. - Figlio (1272-1337) di Pietro III d'Aragona e di Costanza, figlia di Manfredi, nominato dal fratello Giacomo, divenuto re d'Aragona nel 1291, suo luogotenente in Sicilia, finì invece con l'accettare (1296) la corona offertagli dai Siciliani. Il trattato dell'Aia (1720) che concluse la guerra della Quadruplice alleanza (cui la battaglia di Capo Passero è un elemento) decretò il passaggio del regno di Sicilia agli Asburgo: pur mantenendosi come entità statale separata, passò insieme a Napoli sotto la corona austriaca mentre la Sardegna diventava possesso dei duchi sabaudi, con la nascita del regno di Sardegna. Principali esponenti furono Domenico Cattaneo, principe di San Nicandro ed il marchese Bernardo Tanucci, quest'ultimo il capo del Consiglio di Reggenza. Il 26 settembre poi, constatando impresa difficile la conquista della Sicilia, Murat dismise l'accampamento di Piale e ripartì per la capitale. Ferdinando il Cattolico però continuò a possedere il regno considerandosi erede legittimo dello zio Alfonso I di Napoli e della antica corona aragonese di Sicilia. Le ultime comunità che già dalla grande diaspora del II secolo si erano insediate fra Brindisi e Roma sparirono dalle realtà urbane in cui avevano trovato accoglienza. Carlo II a questo punto rinunziò alla riconquista di Palermo e iniziò una serie di interventi legislativi e territoriali per adattare Napoli al ruolo di nuova capitale dello Stato: ampliò le mura cittadine, ridusse la pressione fiscale e vi insediò la Gran Corte della Vicaria[33]. Qualche mese più tardi, il papa regnante Martino IV scomunicò Pietro III. Nel 1593 furono fermati dal suo esercito gli Ottomani che tentarono di invadere la Sicilia. Già dalla prima grande epidemia di peste (XIV secolo) che coinvolse l'Europa, le città e l'economia del Mezzogiorno estremo furono pesantemente colpite, tanto da rendere quel territorio, che dalla prima colonizzazione greca era rimasto per secoli uno dei più produttivi del Mediterraneo, una vasta campagna spopolata. Sono gli anni in cui nella commedia dell'arte napoletana si impose Pulcinella, la più celebre maschera dell'inventiva popolare meridionale.